Perché il platino non ci convince

Perché il platino non ci convince

Il platino, per molti sinonimo di eccellenza e nobiltà assoluta, non piace a tutti.

Certo, è un metallo puro, poco alterabile e, per essere ancora più precisi, si tratta di un elemento chimico: numero atomico 78, peso atomico 195,08, simbolo sulla tavola Pt.

Il”piccolo argento”, così come esprime il suo nome di origine spagnola, “platina”, è talvolta erroneamente presentato come alternativa più preziosa all’oro, resiste perfettamente alla corrosione, anche se sottoposto a temperature molto elevate, e la sua estrema rarità contribuisce a creare un’irresistibile aura di leggenda. Lo si trova infatti specialmente nelle miniere in Sud Africa, insieme a nichel e rame.

E se un autorevole rivista femminile come Elle solo a inizio anno scommetteva sul biondo platino come tendenza per la colorazione delle chiome delle donne che hanno un incarnato freddo, ecco che Hollywood fin dagli anni ’50, con Jean Harlow, identificava in questo nobile metallo la tonalità perfetta per suggerire un’idea ultra-chic. Forse troppo algida? Senz’altro, ma proprio per questo siderale quel tanto che bastava da ispirare ai fan della diva un’idea di futuro e di spazio infinito. Uno spazio a quei tempi ancora solo immaginato.

L'indimenticata diva Jean Harlow, interprete d'eccellenza della bellezza "biondo platino", nella Hollywood degli anni '30

Il platino nella storia

In gioielleria il platino è spesso preferito per la sua duttilità e per la sua forza. E non parliamo di mode effimere perché la sua fama arriva fin dai tempi degli antichi Egizi.

Risalgono infatti a circa 2.500 anni fa i geroglifici in platino che una sacerdotessa realizzò per il suo sarcofago, ritrovato intatto dagli archeologi in tempi recenti. E se alla fine del ‘700 anche Luigi XVI, raffinato intenditore di metalli forse grazie alla sua passione per i chiavistelli, che amava forgiare personalmente, preferiva i gioielli in platino, ecco che sono tanti i diamanti celebri che sono stati inseriti in una forma creata con l'elemento chimico numero 78. Come ad esempio il famoso diamante Hope.

Platino Vs oro bianco

Perché quindi Romano Diamonds, vista la sua specialità della casa, ovvero un’offerta di diamanti naturali di primissima scelta e purezza, non vota per il partito del platino?

La risposta è semplice e unica: per le imprescindibili ragioni del gusto.

Il platino è freddo. Freddissimo. Non a caso la definizione del suo colore è unanime: grigio. E terribilmente grigia appare anche la sua personalità, poco incline a concedere emozioni, a coinvolgere in un sogno che possa essere minimamente umano e passionale. La sua forza è l’indifferenza.

E allora sì all’oro. Bianco, se si vuole accompagnare il diamante nella sua inconfondibile luce, oppure rosa e giallo. Quest’ultimo protagonista di un rinnovato ritorno tra le preferenze del pubblico internazionale. Un rilancio che probabilmente nasce con l’idea della citazione degli anni ’80 e per giocare così un ruolo essenziale come “accessorio moda”, senza nulla togliere alla preziosità del gioiello.

Nelle collezioni di Romano Diamonds è chiara l'ispirazione all'architettura contemporanea, resa viva dalla dinamicità dell'oro bianco

È l’oro bianco in tutta la sua vitale luminosità a sposarsi meglio ai diamanti

Il 75% della lega della variante dell’oro più neutra, ma non per questo meno entusiasmante, è composta da oro puro, mentre il restante 25% è costituito da palladio (che lo rende ulteriormente più bianco) e a volte anche argento.

Inoltre, se si vuole conferire all'oro bianco il massimo dello splendore ecco che si può intervenire con uno specifico trattamento che si chiama "rodiatura".

Una galvanica che viene effettuata principalmente su gioielli in oro, argento e orologi di prestigio per conferire maggiore lucentezza. Del resto il rodio è uno dei metalli più preziosi al mondo...

Ecco così che nei preziosi in oro bianco possono essere infinite le tonalità, tutte splendenti, da creare e percepire. Mentre il platino, nella sua solitaria componente, non potrà mai giocarsi la carta dei riflessi e delle colorazioni più o meno calde.

L’oro sarà così il compagno ideale anche per sposarsi, nei solitari, alle scelte più avantgarde che includono l’opzione dei diamanti colorati, ossia quelle magnifiche pietre che, per tonalità e purezza, spesso battono in valore i più tradizionali diamanti bianchi. Una realtà che in Italia è ancora in attesa della giusta consacrazione nell'olimpo delle pietre top, da preferire sia per investimento che nella gioielleria.

Romano Diamonds sceglie quindi l’oro e le sue infinite opportunità di sinergia con i diamanti, perché il platino sarà pure una certezza, ma l’oro è senz’altro viva emozione.

Il bracciale della linea Quinlogy di Romano Diamonds crea la sinergia perfetta tra oro bianco e diamanti