Sul red carpet di Cannes 2019 brillano i diamanti

Sul red carpet di Cannes 2019 brillano i diamanti

Il dress code delle star a Cannes? Diamanti, diamanti e ancora diamanti. Se nelle passate edizioni era il colore ad aver avuto la meglio e sembrava quasi che la purezza della pietra più nobile fosse meno gradita alle star, ecco che l’edizione del Festival del Cinema di Cannes del 2019 consacra nuovamente l’essenziale preziosità del diamante.

Del resto il diamante vince in tutto. È la pietra in assoluto più dura. Rubino e zaffiro, secondo la scala di Mohs per la classificazione della durezza dei materiali, non possono neppure lontanamente competere. E una star, si sa, ha bisogno di supportare la sua immagine con tutto ciò che è al top.

Così sul red carpet quest’anno sembrava una gara a chi brillava di più, senza cedere alla tentazione del proverbiale “lo famo strano” che alcune blasonatissime case di gioielli internazionali hanno sempre cercato di promuovere. Forse per risparmiare sui materiali…

Parliamo ad esempio dei diamanti icy, che i puristi giustamente snobbano, dal momento che l’effetto-ghiaccio altro non è che una macroscopica imperfezione.

E come dimenticare i tanto sopravvalutati diamanti brown? Anche in questo caso forse bisognerebbe ricordare la celebre favola della volpe e l’uva, ovvero faccio finta che mi piaccia di più un diamante che forse sarebbe meglio usare nell’industria, magari per fabbricare le puntine di un giradischi…

Siamo troppo cattivi? Certo! Perché chi bella deve apparire, sul red carpet più prestigioso che c’è, non dovrebbe affatto cedere alle tentazione delle mode passeggere. Un diamante, come recita il vecchio adagio della De Beers, è per sempre. Non può certo tradire una star proprio nel momento in cui deve farla brillare più splendente che mai.

La parure di una star deve brillare quanto lei. È possibile solo con i diamanti, ad esempio con la collezione Quinlogy, di Romano Diamonds

La parure di una star deve brillare quanto lei. La collezione Quinlogy di Romano Diamonds propone il collier in diamanti naturali taglio brillante per un totale di 11.55 cts. Colore E, Purezza VS

E infatti è la luce a fare la differenza. Luce che si ottiene in due “semplici” mosse. Quali? Per prima cosa occorre scegliere un diamante che abbia al massimo piccolissime inclusioni visibili soltanto a 10 ingrandimenti.

Nella scala internazionale di classificazione dei diamanti (le famose “4C”, ovvero Carat, Color, Clarity e Cut) alla voce “Clarity”, ovvero purezza, bisognerebbe rifuggire sdegnate da quel diamante che si classifica sotto l’asticella del livello VS2. Eppure nella gioielleria sono tanti che si accontentano. O che non ci fanno caso.

In secondo luogo è fondamentale il taglio. Perché? Perché è qui che si gioca il match fondamentale, quello della luce. Un taglio proporzionato infatti, dove gli angoli sono corretti e il padiglione, ovvero il “cono” sfaccettato del diamante, ha la giusta dimensione, consentono alla luce di moltiplicarsi alla perfezione, rimbalzando pura e intensa sulle diverse facce come se la pietra fosse un tavolo da biliardo e la palla fosse giocata da un campione mondiale.

Infine incide molto anche il colore. L’assenza della più lieve tonalità, nei diamanti che si classificano tra la F e la D, sempre nella scala internazionale, sono bianchissimi, tendenti all’azzurro.

Se invece piombiamo nei bassifondi della graduatoria ecco che un diamante classificato tra la S e la Z sarà inesorabilmente “giallastro” e a nulla dovrebbero valere le giustificazioni del gioielliere che cercherà di sdoganare la scelta di una pietra scadente con l’alibi della tendenza-moda. Il diamante non può cedere a questi compromessi, la sua vocazione è troppo elevata perché possa mischiarsi alle ragioni di uno stylist che intenda abbinare un paio di orecchini al colore dell’abito.

E poi il diamante puro si abbina a tutto. Con il classico tubino nero il diamante sarà un “cavaliere” perfetto, solidissimo nella sua estrema luminosità a contrasto. E così sarà facile attraversare con passo deciso tutta la lunghezza del red carpet, sotto la pioggia dei flash. Proprio come essere al braccio di un attore maturo e virile, uno Javier Bardem, per intenderci.

E con un vaporoso abito crema che un po’ strizza l’occhio ad un’idea tradizionale di cerimonia? Il diamante giocherà allora la parte di un papà premuroso che ancora pieno di fascino accompagnerà la sposa all’altare. L’attore in questo caso è Alain Delon, che nel corso della sua lunghissima carriera, è stato sempre perfetto, dal fidanzatino fino all’autorevole patriarca.

Se poi la scelta dovesse cadere su un fiammeggiante abito rosso ecco che qui il diamante ne rifletterà tutta la dirompente passione, come in un film di Almodòvar. Inutile dire che la parte giocata dal diamante sarà in questo caso quella di Antonio Banderas, ancora irresistibile matador di tanti cuori transgenerazionali.

E per gli amanti del “lo famo strano”? C’è sempre la possibilità di scegliersi il cavaliere più eccentrico, come Elton John. Perché nessuno è perfetto, ma in fatto di diamanti… no, nessuna deroga all’imperfezione!